Quota massima

4322 m

Dislivello

1300 m

Tempo di percorrenza

4/5 ore

Difficoltà

Difficile AD

Cresta del Soldato

Salita affrontata nel mese di Luglio.

Arrivati ad Alagna, prendere i comodi impianti fino al Passo dei Salati. Da qui, si potrebbe prende l’ultimo troncone di funivia ma preferiamo quasi sempre procedere a piedi direzione vecchia funivia di Indren. Il percorso è semplice, invece di imboccare il sentiero in piano che porta alla funivia(nuova) di Indren, stare sulla destra e risalire dapprima la pista da sci, poi per sentiero costeggiare la montagna fino ad arrivare a un passaggio attrezzato che ci farà perdere 200m di quota per poi riportarci su ed arrivare alla vecchia funivia di Indren. Ora, seguendo l’evidente traccia, dovremo attraversare il ghiacciaio del Bors per portarci sulla sella. Nella foto sottostante indico il passaggio dato che talvolta si fa fatica a identificarlo.

Da qui ha inizio la Cresta del Soldato. Come potrete notare, i passaggi più “tecnici” sono aggirabili tenendo l’estrema sinistra della cresta dove li si può evitare tramite un “sentiero”. Risalendo la cresta, c’è un passaggio su placca che possiamo definire “chiave”: anche questo può essere aggirato sulla sinistra ma, fiducioso della mia arrampicata, ho deciso di salirlo. Sono presenti 3 chiodi fortunatamente per ancorarsi……

Parte Stefano ed io gli faccio sicura, a parte una scivolata in cui lo tengo sembra essere tutto ok. Arrivato in cima alla placca, recupera la corda e: 

“Sali pure Andre, ti tengo”

Inizio a salire, trovo pochi appigli e, nonostante i 4000m, fa caldo e le mani sudano. Perdo un appiglio e cado, istintivamente mi aggrappo alla corda e….Buio totale.

Passeranno 2-3 minuti in cui Stefano mi chiama ma io non rispondo, avrà pensato fossi morto nonostante la corda fosse ancora in tensione quindi ero li sotto. Per non so quale santo, angelo o persona che mi vuole bene apro gli occhi e riesco a divincolarmi dalla corda che si era attorcigliata lungo il collo.

“Ste tutto bene salgo”

Sarà stata l’adrenalina ma non sentivo nulla in quel momento. Raggiungo Ste il quale mi guarda con gli occhi sgranati dicendomi di guardare le mani…

Riguardando le immagini ammetto che sembra meno peggio di quanto detto, ma fidatevi che faceva un male assurdo. Decidiamo di arrivare ugualmente alla Piramide Vincent per andare a pernottare al Bivacco Giordano. Il tratto finale della cresta, dalla Punta Giordani alla Vincent, bisogna effettuarlo a fil di cresta con un passaggio di IV grado non aggirabile come nella pri

Dalla vetta il panorama è unico, cosi come il freddo. Tolte le pelli, decidiamo di scendere verso il Bivacco dove il vento cala decisamente. Da qui ci aspettano 2000m di discesa. La prima parte di discesa è con neve molto bella senza particolari rischi oggettivi. Consiglio di avere la traccia sottomano, purtroppo essendoci stato tanto vento che ha cancellato le tracce dei giorni precedenti e avendo guardato poco la traccia, siamo finiti di 200m fuori traccia. Questo sbaglio ci ha fatto assistere a due slavine a ridosso del pendio che stavamo scendendo. Finalmente ritrovata la traccia, arriviamo a valle senza troppe complicazioni 

Una volta in vetta alla Piramide Vincent, scendere direzione Lyskamm e arrivare al Bivacco Giordano. Purtroppo il progetto originario, ovvero l’attraversata dei Lyskamm, è da abbandonare: con le mani che mi ritrovo se Ste dovesse cadere non riuscirei a tenerlo. Optiamo per riposarci e, il mattino successivo, andare a vedere l’alba al Corno Nero, 4322m. 

Finito di mangiare, ci buttiamo in branda e “”dormiamo”” un po’. Personalmente preferisco di gran lunga la tenda per riposare, nei bivacchi vado spesso in ipossia e al mattino non sono mai al 100%

Partiamo direzione Corno Nero: il pendio è ripido(consiglio di attaccarlo da sinistra per poi dirigersi a destra), una volta in cresta, percorrerla in direzione della Madonna posta sulla sommità della cima. La cresta ha passaggi di II-III grado, nulla di difficile ma le rocce instabili richiedono la massima attenzione. Una volta in cima, scendere per lo stesso percorso oppure, in caso di più cordate, c’è la possibilità di effettuare una doppia.

Una volta alla base, abbiamo optato per rientrare cosi da medicarmi. In alternativa attorno ci sono numerosi 4000 da poter concatenare tra cui il Ludwigshöhe, Balmenhorh o addirittura la Punta Gniffetti.