Kilometri

571

Dislivello

7831

Corsica!

Perchè andare in Corsica in bici a 25 anni. Bella domanda.

La risposta? non la so. Ho deciso verso inizio Luglio 2018 che sarei andato a fare il tour della Corsica.

Partenza programmata per il 6 Agosto con un treno regionale che mi porterà a Genova, dove mi imbarcherò direzione Bastia.
Sul fantastico regionale Milano-Genova, mi affianca un vecchietto che mi dice:

“Ma sai come è fatta la corsica??e ci vai in bici???la Corsica è tutta su e giù, niente pianura: solo MONTAGNA.”

Ovviamente non avevo la benchè minima idea di come fosse fatta la Corsica. E’ stata un improvvisata. Infatti…..

Arrivato alla stazione di Genova, seguo le indicazioni per il Porto. Appena fuori 50m dalla stazione, un nubifragio: mi sono riparato vicino a un chioschetto, fiducioso delle mie borse waterproof, idrorepellenti e altri aggettivi simili, appena acquistate. Ecco come è andata…

Ero già fradicio come un pulcino. Una volta riuscito ad imbarcarmi e sistemare la bici, ho deciso di consolarmi con un birra. Una bella Petra, birra corsa che mi avrebbe accompagnato per il resto del tour: 8€ per una 33cl. Di bene in meglio questo primo giorno.

Arrivato finalmente a Bastia, inizia il tour: Prima tappa Santa Severa, un camping d’appoggio a solo 30km di strada. Stranamente da quanto mi diceva il vecchietto, qua è pianeggiante. Infatti ero convinto che il vecchietto si fosse sbagliato, magari si confondeva con altro.

La seconda tappa mi porta a San Fiorenzo. Lungo questa tappa ho capito due cose che mi avrebbero accompagnato lungo tutto il tour:

  • La Corsica è davvero solo Montagna;
  • In Corsica fa caldo, molto caldo

Per arrivare a Plage de l’Ostriconi, bisogna attraversare quello che chiamano come “Deserto Corso”, un pezzo di terra che va da San Fiorenzo a Losari. Ovviamente l’ho percorso nell’ora più fresca della giornata, mezzogiorno: sembrava di avere un gigante phon di aria calda puntato addosso, sole cocente e aria pesante. Arrivato a plage de l’ostriconi con circa 20 visioni, birra e relax sono stati d’obbligo.

Partenza programmata per il 6 Agosto con un treno regionale che mi porterà a Genova, dove mi imbarcherò direzione Bastia.
Sul fantastico regionale Milano-Genova, mi affianca un vecchietto che mi dice:

“Ma sai come è fatta la corsica??e ci vai in bici???la Corsica è tutta su e giù, niente pianura: solo MONTAGNA.”

Ovviamente non avevo la benchè minima idea di come fosse fatta la Corsica. E’ stata un improvvisata. Infatti…..

Arrivato alla stazione di Genova, seguo le indicazioni per il Porto. Appena fuori 50m dalla stazione, un nubifragio: mi sono riparato vicino a un chioschetto, fiducioso delle mie borse waterproof, idrorepellenti e altri aggettivi simili, appena acquistate. Ecco come è andata…

Ero già fradicio come un pulcino. Una volta riuscito ad imbarcarmi e sistemare la bici, ho deciso di consolarmi con un birra. Una bella Petra, birra corsa che mi avrebbe accompagnato per il resto del tour: 8€ per una 33cl. Di bene in meglio questo primo giorno.

Arrivato finalmente a Bastia, inizia il tour: Prima tappa Santa Severa, un camping d’appoggio a solo 30km di strada. Stranamente da quanto mi diceva il vecchietto, qua è pianeggiante. Infatti ero convinto che il vecchietto si fosse sbagliato, magari si confondeva con altro.

La seconda tappa mi porta a San Fiorenzo. Lungo questa tappa ho capito due cose che mi avrebbero accompagnato lungo tutto il tour:

  • La Corsica è davvero solo Montagna;
  • In Corsica fa caldo, molto caldo

Per arrivare a Plage de l’Ostriconi, bisogna attraversare quello che chiamano come “Deserto Corso”, un pezzo di terra che va da San Fiorenzo a Losari. Ovviamente l’ho percorso nell’ora più fresca della giornata, mezzogiorno: sembrava di avere un gigante phon di aria calda puntato addosso, sole cocente e aria pesante. Arrivato a plage de l’ostriconi con circa 20 visioni, birra e relax sono stati d’obbligo.

Il tour prosegue senza intoppi, mai un problema alla bici e mai un giorno di pioggia. Arrivato alla punta più a sud, Bonifacio, decido di riposarmi due giorni. Sono trascorsi solo 5 giorni da quando sono partito, ne avevo preventivati molti di più inizialmente. Decido che avrei percorso l’ultima parte di costa, quella orientale, in maniera lenta cosi da godermi il mare. Peccato che, gusto personale nessuno si offenda, a parte Porto Vecchio, la costa est sia abbastanza deludente. Cosi, telefonata veloce alla Moby e ho anticipato il traghetto per l’8 alle ore 17. Ed ecco che iniziano i problemi….

Il tour prosegue senza intoppi, mai un problema alla bici e mai un giorno di pioggia. Arrivato alla punta più a sud, Bonifacio, decido di riposarmi due giorni. Sono trascorsi solo 5 giorni da quando sono partito, ne avevo preventivati molti di più inizialmente. Decido che avrei percorso l’ultima parte di costa, quella orientale, in maniera lenta cosi da godermi il mare. Peccato che, gusto personale nessuno si offenda, a parte Porto Vecchio, la costa est sia abbastanza deludente. Cosi, telefonata veloce alla Moby e ho anticipato il traghetto per l’8 alle ore 17. Ed ecco che iniziano i problemi….

Due giorni per arrivare a Bastia, 220km totalmente in piano a differenza di tutto il resto della Corsica. 220km…sotto l’acqua. Ormai nemmeno guardavo il meteo, dovevo arrivare a Bastia entro il 9 e il cielo grigio mi avrebbe accompagnato insieme all’acqua che scendeva.

Arrivato a 20km da Bastia, il navigatore non trovava la strada. Andavo verso nord e mi perdevo, verso nord ovest uguale. Non sapevo che fare, allora ho deciso di percorrere 1km di autostrada che è dove mi mandava il navigatore seppur l’itinerario fosse stato pianificato solo per la bicicletta, tant’è che mi è venuto il dubbio che fosse legale in Corsica.

Entro in autostrada, tempo 0 che tutti mi suonano il clacson: ok, in Corsica non è legale. Fatto sta che ormai faccio il chilometro previsto ed esco in fretta e furia dall’autostrada e “ppsssssssss”. Ruota anteriore buca.
Sotto il diluvio, mi ritrovo a spingere a bordo strada la bici e arrivo a un distributore di benzina. Smonto la ruota, cambio la camera d’aria, rimonto la ruota e…..

“la pompa????dov’è finita la pompa???era nello zainetto…..”

 

Due giorni per arrivare a Bastia, 220km totalmente in piano a differenza di tutto il resto della Corsica. 220km…sotto l’acqua. Ormai nemmeno guardavo il meteo, dovevo arrivare a Bastia entro il 9 e il cielo grigio mi avrebbe accompagnato insieme all’acqua che scendeva.

Arrivato a 20km da Bastia, il navigatore non trovava la strada. Andavo verso nord e mi perdevo, verso nord ovest uguale. Non sapevo che fare, allora ho deciso di percorrere 1km di autostrada che è dove mi mandava il navigatore seppur l’itinerario fosse stato pianificato solo per la bicicletta, tant’è che mi è venuto il dubbio che fosse legale in Corsica.

Entro in autostrada, tempo 0 che tutti mi suonano il clacson: ok, in Corsica non è legale. Fatto sta che ormai faccio il chilometro previsto ed esco in fretta e furia dall’autostrada e “ppsssssssss”. Ruota anteriore buca.
Sotto il diluvio, mi ritrovo a spingere a bordo strada la bici e arrivo a un distributore di benzina. Smonto la ruota, cambio la camera d’aria, rimonto la ruota e…..

“la pompa????dov’è finita la pompa???era nello zainetto…..”

 

Ho disfato i bagagli 2 volte, svuotato lo zainetto ma nulla… niente pompa. Al distributore chiedo e mi indicano che, più avanti, c’è un gommista. Ormai mancano 3 ore alla partenza del traghetto, mi trovo a 20k da Bastia a spingere la bicicletta, sotto il diluvio con la ruota sgonfia. Ma il gommista ormai si vede, arrivo davanti e….

“chiuso fino al 10/8 “

Basta, ogni speranza è persa…il traghetto lo perdo. Triste e sconsolato mi siedo riparato dalla tettoia a fare un attimo il quadro della situazione quando, come per magia, arriva un signore in macchina che parlava solo francese. Io parlo solo italiano e inglese alla mia maniera. Riesco a capire qualcosa, vuole che lascio la bici qua e mi porta lui al centro commerciale a prendere la pompa. Ed ecco che la mia mente viaggia:

“Ora lascio la bici qua, me la rubano, lui mi lascia al centro commerciale…”

La realtà è che non avevo scelta, era l’unica possibilità. Salgo in macchina con lui salutando la bici e arriviamo al centro commerciale. Una volta dentro abbiamo comprato la pompa e un altra camera d’aria(si sa mai vista la sfiga…) e, una volta in cassa, non c’è stato modo di pagare: si è messo a urlare perchè ero ospite e voleva aiutarmi.

Tornando indietro la bici c’era ancora e il sole finalmente splendeva. Ringraziato quest’uomo dalla gentilezza mai trovata prima, arrivo a Bastia giusto in tempo per imbarcarmi. Una volta salito sul traghetto sento “ppppssssss”. Bucato un’altra volta, ma ci penserò in Italia ormai.

Ho disfato i bagagli 2 volte, svuotato lo zainetto ma nulla… niente pompa. Al distributore chiedo e mi indicano che, più avanti, c’è un gommista. Ormai mancano 3 ore alla partenza del traghetto, mi trovo a 20k da Bastia a spingere la bicicletta, sotto il diluvio con la ruota sgonfia. Ma il gommista ormai si vede, arrivo davanti e….

“chiuso fino al 10/8 “

Basta, ogni speranza è persa…il traghetto lo perdo. Triste e sconsolato mi siedo riparato dalla tettoia a fare un attimo il quadro della situazione quando, come per magia, arriva un signore in macchina che parlava solo francese. Io parlo solo italiano e inglese alla mia maniera. Riesco a capire qualcosa, vuole che lascio la bici qua e mi porta lui al centro commerciale a prendere la pompa. Ed ecco che la mia mente viaggia:

“Ora lascio la bici qua, me la rubano, lui mi lascia al centro commerciale…”

La realtà è che non avevo scelta, era l’unica possibilità. Salgo in macchina con lui salutando la bici e arriviamo al centro commerciale. Una volta dentro abbiamo comprato la pompa e un altra camera d’aria(si sa mai vista la sfiga…) e, una volta in cassa, non c’è stato modo di pagare: si è messo a urlare perchè ero ospite e voleva aiutarmi.

Tornando indietro la bici c’era ancora e il sole finalmente splendeva. Ringraziato quest’uomo dalla gentilezza mai trovata prima, arrivo a Bastia giusto in tempo per imbarcarmi. Una volta salito sul traghetto sento “ppppssssss”. Bucato un’altra volta, ma ci penserò in Italia ormai.